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Alfredo Morresi -
Lunedì 17 Marzo 2008 alle 08:32

Sempre più device sono oggi equipaggiati con un’unità GPS, in modo da poter capire la propria posizione nello spazio. E dove non c’è il GPS, qualcosa può fare il normale GSM, come Google Maps ha mostrato al grande pubblico. Naturale che nel periodo che stiamo vivendo, quello che ha visto evolversi il cellulare da semplice dispositivo per parlare in qualcosa di molto più avanzato, il fermento attorno ai servizi di localizzazione sia in continua crescita.
Così i primi software per la navigazione satellitare, nell’ultimo anno, stanno veicolando sempre più contenuti legati alla propria posizione. Quindi non solo indicazioni stradali, ma anche servizi di controllo del traffico, guide turistiche, punti di interesse, ricerche geolocalizzate. Combinando assieme al GPS anche l’accesso alla rete, l’orizzonte si allarga e arriva a comprendere la localizzazione dei proprio amici, geosorveglianza e molto altro. Avevo inoltre già scritto qualcosa a proposito dell’interazione ambientale.
Come poi dimenticarsi del settore del mobile advertising. Cosa potrebbe significare, per un operatore di telefonia mobile, offrire la possibilità di visualizzare dei banner pubblicitari inerenti al luogo dove i proprio utenti si trovano? Sicuramente, suppongo, avere tra le mani qualcosa che farà veramente gola a chi cerca spazi di visibilità altamente personalizzati.
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Giovanni Amodio -
Giovedì 13 Dicembre 2007 alle 11:23

Google il 24 gennaio parteciperà, sembra senza competitori, all’asta per l’assegnazione della frequenza 700 megahertz, frequenza che sarà liberata entro il 2009 da emittenti televisive che passeranno sul digitale.
Queste frequenze potrebbero essere usate da Google per sviluppare una nuova rete di telefonia mobile.
Sembrerebbe un’ultima ghiotta occasione per la creazione di una rete mobile, come sottolinea anche il Wall Street Journal: i segnali possono percorrere lunghe distanze e attraversare muri spessi.
La società di Silicon Valley opterebbe così per una telefonia wireless concorrenziale rispetto alle reti esistenti, con servizi sui telefonini e portatili che incanalerebbe il settore mobile su una strada che ripercorre il mercato della connessione Internet senza limiti.
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Giovanni Amodio -
Venerdì 16 Novembre 2007 alle 08:46

Dopo l’entrata di Google e di Nokia nel mondo dell’advertising per cellulari adesso è la volta del motore di ricerca Yahoo!.
Il mercato è in grande fermento e Yahoo non vuole certo perdere terreno rispetto a Google & C.
Marco Boerries, responsabile della divisione mobile di Yahoo, ha dichiarato che Yahoo non è interessata al mercato del mobile, ne allo sviluppo di software per cellulari, ma essenzialmente a siglare accordi commerciali con gestori di telefonia mobile, produttori di cellulari e operatori Web.
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Alfredo Morresi -
Martedì 30 Ottobre 2007 alle 08:14

Parlando di mobile advertising, si nota come negli ultimi mesi l’offerta di servizi in questo campo stia crescendo esponenzialmente, pur continuando ad esistere due ordini di problema che ne bloccano la piena espansione.
Il primo risiede nella disomogeneità dei supporti: determinate tipologie di banner pubblicitari sono correttamente visualizzati solo da alcuni browser per piccoli schermi, e non esiste ancora un massimo comune denominatore trasversale a tutti i device, se non il puro e semplice HTML, con delle funzionalità un po’ troppo ristrette per questo tipo di applicazioni. Essendo questo limite di tipo software, superarlo sarà probabilmente solo una questione di tempo.
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Giovanni Amodio -
Lunedì 15 Ottobre 2007 alle 15:33

La corsa dei vari gestori e produttori di telefonia mobile per la pubblicità sui telefonini continua.
Dopo i vari accordi commerciali di Google & C. (vedi precedente post) la Nokia è decisa a fare sul serio.
L’annuncio è di pochi giorni fa ma le notizie circolavano già da metà settembre. Adesso arriva l’ufficialità con la dichiarazione di Nokia: “Nokia ha acquisito Enpocket“.
Enpocket rappresenta il leader mondiale nella fornitura di pubblicità tramite la telefonia mobile.
L’azienda fornisce tecnologie e servizi che permettono a molte aziende di creare, pianificare, eseguire, ottimizzare e valutare le campagne pubblicitarie in tutto il mondo.
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Alfredo Morresi -
Venerdì 16 Marzo 2007 alle 14:49

Come avevamo visto, date le forti previsioni di sviluppo del mobile advertising, capire e risolvere oggi i limiti di questo settore significa assicurarsi un bel po’ di introiti per il futuro.
Ad esempio, consideriamo alcuni problemi legati alla pubblicità nei dispositivi mobili. Pur essendo particolarmente diffusi infatti, i cellulari sono molto eterogenei come caratteristiche hardware e software, tanto da condividere con sicurezza tra loro solo funzionalità di SMS e voice. Inoltre, non esistono cookies sui telefonini, quindi risulta impossibile tracciare un profilo dell’utilizzatore al fine di destinargli annunci mirati. In ultimo, considerando la moltitudine di operatori sul mercato, un’azienda che vuole fare pubblicità dovrà stipulare diversi contratti con ognuno di essi.
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Alfredo Morresi -
Mercoledì 28 Febbraio 2007 alle 16:35